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Zona Amica

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June 10

Brunetta dei ricchi e poveri

A volte basta davvero poco per essere felici.
Ieri mi aggiravo negli scantinati del mio pessimismo, quando le agenzie di stampa hanno cominciato a crepitare le dichiarazioni rilasciate dal ministro Brunetta a un convegno di Confindustria. Leggerle ed essere squassato da un’ondata di energie positive è stato tutt’uno. Ma non potevo trattenere quel vento di gioia egoisticamente per me. Volevo condividerlo con chi ne aveva più bisogno.
Così sono entrato in un supermercato, brandendo il dispaccio brunettesco come una spada fiammeggiante.
E davanti a una coda di impiegati, casalinghe e pensionati ho iniziato la lettura del verbo ministeriale. «Per 30 milioni di lavoratori dipendenti e di pensionati, la crisi ha portato a un aumento del potere di acquisto...».
Ho sentito un brusio, ma ho fatto finta di niente, consapevole che il bello doveva ancora venire, «... grazie all’incremento delle retribuzioni e alla diminuzione dell’inflazione...». Il brusio è salito di tono, tanto che ho dovuto alzare la voce. «Il risultato è che la povertà in Italia è diminuita».
Sono rimasti zitti di colpo. «Avete sentito cosa dice il ministro? Da quando c’è la crisi siete diventati tutti più ricchi. E non ve n’eravate neanche accorti. Che stupidi a cadere nella trappola della propaganda disfattista. Per fortuna Brunetta vi ha aperto gli occhi».
Li ho guardati. Impiegati, casalinghe, pensionati. Anche loro hanno guardato me.
A quel punto mi sono messo a correre.

Di Massimo Grimellini, La Stampa 
March 05

Morte ai fanatici ambientalisti

Proprio ieri 24 febbraio il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato a camere riunite il suo progetto riguardo la produzione di energia e ha specificato che la produzione sarà pulita e rinnovabile. Inoltre, ha annunciato la quota di denaro che lo Stato americano ha intenzione di stanziare a cominciare da subito. Ha aggiunto: "Il nostro primo obiettivo è quello di riuscire ad abbattere drasticamente l'inquinamento atmosferico e l'effetto serra".
Il giorno stesso, a Roma, il nostro primo ministro Berlusconi firmava un accordo per attuare nel nostro paese l'impianto di ben quattro centrali nucleari di terza generazione, e non ha assolutamente parlato dei problemi di riscaldamento globale. Segnaliamo a questo proposito che l'inquinamento della città di Milano per ben 35 giorni sui 55 dall'inizio dell'anno ha superato il livello di inquinamento atmosferico, raggiungendo i 171 microgrammi di polveri sottili, contro i 50 del limite europeo.
Ma il Governo italiano e il Comune di Milano non fanno una piega.
Tornando al nucleare, Berlusconi ci dà notizia dell'avvenuto accordo sfoderando un sorriso compiaciuto. E aggiunge che finalmente si è "abbattuto il fanatismo ecologico di una parte politica che già vent'anni fa ci aveva impedito di terminare la costruzione di due nuove centrali".
Quindi si torna al nucleare? Ma come, ci siamo battuti tanto, il 70% degli italiani nel referendum sulle centrali ha votato contro, e lui ci definisce in massa fanatici dell'ecologia? E specifica che quello nucleare è un metodo ormai controllabile e sicuro.
Ma come sicuro? Silvio, ti sei scordato che non più tardi dell'anno scorso in Francia succedeva un disastro: dall'impianto nucleare più importante della nazione, fuoriuscivano scorie tossiche che colpivano dieci operai. "Ma, calma!" dice il ministro francese, "degli operai sono stati colpiti dalle esalazioni, è vero, ma solo leggermente".
Cosa significa "leggermente"? Significa che i danni procurati alla salute di quei dipendenti sono insignificanti: gli son diventati i capelli un po' azzurri, gli occhi fluorescenti e la pelle leggermente squamata. Qualcuno ha anche le branchie, ma gli stanno bene.
Ma io mi chiedo, questo nostro presidente è disinformato naturale o ha studiato per diventarlo?
Nessuno gli ha detto che, a parte il pericolo continuo di disastro tipo Chèrnobyl, per il nucleare esiste il problema delle scorie? E che noi, in Italia, per il solo fatto di aver messo in funzione un paio di centrali nucleari cinquant'anni fa, ancora oggi abbiamo scorie che non sappiamo dove sbattere? E lo stesso accade anche in Francia, Il presidente ha dichiarato che entro il 2020 da noi sarà già attiva la prima delle quattro centrali previste.
Ma quel cervello incandescente di governante sa cosa costa montare una centrale nucleare?
In Finlandia ne stanno costruendo giusto una di ultima generazione. Avevano previsto che sarebbe costata un miliardo di euro, ma a metà percorso si sono accorti che il miliardo previsto s'era raddoppiato, due miliardi. Ora i responsabili della centrale, gente preparata e onesta, hanno avvertito che il valore dell'energia che riusciranno a produrre con quella loro centrale non riuscirà a coprire neanche la metà dei costi di fabbricazione ed impianto.
Non solo, ma che la perdita aumenterà a dismisura quando, fra una ventina d'anni, come di norma, dovranno smontare tutto l'impianto e preoccuparsi di imballare ogni elemento dentro un enorme container in cemento armato, e poi andare a sistemarlo in uno spazio scavato nella roccia a un minimo di dieci metri sotto il livello del suolo.
E il nostro presidente, sempre lui, Silvio Eta Beta, assicura che l'energia nucleare è la più economica e produce ampi vantaggi e viene smentito immediatamente da ogni scienziato onesto e informato che lo sbeffeggia: "Ma che dici, Eta? Attento a te, i reattori funzionano solo grazie all'uranio arricchito. Ora devi sapere che negli ultimi anni il prezzo di questo propellente è aumentato di addirittura sette volte, per la semplice ragione che le riserve stanno per finire; e giacché il governo italiano ha appreso che per soddisfare l'intiero bisogno della nazione si dovrebbero realizzare, sul vostro territorio, almeno sessanta centrali dell'ultima generazione, dove andate a sbattere? Vi è sfuggito il particolare che per raggiungere questo numero abbisognano almeno trent'anni, con una spesa da fantascienza?
E poi c'è il guaio che proprio in ragione dell'enorme numero di centrali che ogni paese cosiddetto civile ha in programma di costruire, entro quindici anni di uranio fruibile non ce ne sarà più e allora con cosa le fai andare le sessanta centrali, con le noccioline? O col popcorn?!
E poi, cervellone mio, ci spieghi in quale zona o territorio hai in mente di costruirle queste centrali? Nessuno ti ha detto che l'Italia è un paese a forte incidenza tellurica? E che dal nord al sud più profondo non c'è luogo dove sia pensabile montarci un impianto nucleare?
L'unico sicuro sarebbe Roma, anzi il Vaticano è proprio il punto ideale... io insisto e firmo per una soluzione del genere.

di DARIO FO

November 17

Il sesso è amore

"Bisogna smettere di credere che esista un amore puro e un amore sporco, un amore divino e uno infernale, un amore sacro e uno profano. L'amore è attrazione, desiderio, piacere... e basta! Niente domande, né progetti, né fantasticherie di futuri matrimoni, né schemi in cui inserirlo."
Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d'amore: "È la persona giusta?", "Durerà?", "Sto amando in modo sbagliato?".
E soprattutto: "Ma fra noi due è sesso o amore?".
Il sesso è amore, il vero amore.
Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno autentici: l'amore è tutto nell'evento del sesso, non c'è nient'altro da cercare o da sapere.
Siamo di fronte a una verità potente e ineludibile: siamo davvero noi stessi soltanto quando facciamo l'amore.
È attraverso il sesso infatti che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell'eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda.
Dunque non si deve fare altro che ascoltare il desiderio che nasce dentro e lasciarsi guidare soltanto dal piacere.

(liberamente tratto dalle note di copertina del libro di Raffaele Morelli)

October 08

A pensarci

Mi viene un sorriso a pensarci… come un giorno al mare, fuori dalle regole, fuori stagione.
Come quando penso agli interessi che prendono vita dentro di me e coltivo ancora, senza fermarli né salutarli, come quando guardo gli occhi dei bambini che incrocio, sfavillanti e limpidi, come quando ripenso a quella strana foglia, e agli anni trascorsi fra i tasti bicolore, mentre nessuno ascoltava.
La volta che presi l’aereo e decisi di cambiare zona per un po’, la volta che salii sul primo treno e scesi ad una stazione qualunque senza dirlo a nessuno… il giro fra i ponti, guardando i confini, fregandomi le mani dal freddo. E l’erba sotto i miei piedi, le corse ad abbracciare l’albero in fondo al viale, la sabbia negli occhi e in bocca...
Dov’eri?
Altrove, non importa dove.
Io sorrido sempre, a pensarci. Come quando vengo rapita da una farfalla per un giorno intero, o leggo di storie che nulla hanno di vero, ma Dio, quanto hanno di vero invece….
Per un silenzio, io sorrido. Per una lettera scaduta, io sorrido. Per la forma di quella strana pizza, o il pesce buffo con la mascherina da bandito, io sorrido.
E sai? Dimentico di chiedermi ogni volta che cos’ho tanto da sorridere quando ci penso.
Quei sorrisi che sanno di finestre sul mondo, che sanno di ogni frutto possibile, e quadrati sul cerchio, e lune piene di giorno… si! SI!
Sorrido ancora a pensarci, come quando giocavo alle catenelle e perdevo, ma guadagnavo qualcosa di più importante.
E tu dov’eri?
Ma che importa, altrove.
Come non sorridere nel pensare alla scatola dei sogni, come non sorridere nel prenderla fra le mani, agitandola un pò per sentire ancora quel tintinnio bizzarro che sà d'impossibile.
E allora sorride lui che mi insegnò a nuotare e che ancora se ne ricorda, dopo più di trent’anni... ricorda i tuffi e che mi facevo male alla pancia, sorride ed io mi nascondevo dentro la doccia o facevo passare gli altri….’sti tuffi che male che fanno… ehi sorridi, presto tocca a te!
E sorride persino lui, il postino cretino, mettendo i tuoi 330 Mb nel cassetto cestino.. destino.
Ed io sorrido altrove, a pensarci…. Quel sorriso che mi viene così, e non si sa da dove.
Se un sorriso nasce o cresce che importa, e che importa tu dov’eri.
Altrove, e sorrido.

July 21

Mah?!

Pioggia e sole, sole e pioggia.. più che Luglio inoltrato e quasi finito, questo sembra Maggio.
Che si siano scambiati senza dirlo a nessuno? forse il mese di Luglio era stufo di fare il Luglio e ha chiesto di sostituire Settembre, e quest'ultimo a chiesto ad Aprile, e lui a Giugno, che poi ha domandato a Maggio..... insomma tutti erano stanchi del solito tran tran, desiderosi di nuove esperienze, nuova linfa, nuove emozioni?
Sarà.... fatto stà che i fine settimana stanno rannuvolandosi un bel pò ultimamente.
Certo le cose da fare non mancano comunque, io ho passato il weekend fra la frutta da raccogliere e la marmellata da fare, anche il gelato per cambiare, e la granita per finire.
Albicocche dappertutto a casa mia.... in frigo quelle da mangiare come frutta, nei cestini sparsi quà e là sul pavimento.... ne ho ancora 6 kg da preparare e da cuocere che mi aspettano finito il lavoro in ufficio, non senza essere passata prima a far la spesa per comprare lo zucchero e i limoni ormai finiti....
Vorrei poter fare queste cose senza dover andare in ufficio la mattina, forse me le godrei di più, e avrei un altro spirito.
Però mi piace farle ogni tanto... anche se mi stanca tanto tanto... insomma noi donnine quanti lavori dobbiamo avere? ma non siamo il sesso debole? Mah!

May 10

La notte delle libertà


Meno male che adesso rimandiamo a casa i criminali extracomunitari. Così avremo finalmente il tempo di occuparci delle pelli da galera di casa nostra, che non sono poche, almeno a giudicare dal numero di persone che l'altra notte ha preso parte all'aggressione fisica e verbale dei vigili urbani in piazza Vittorio.
Scusate se ho usato l'espressione «pelle da galera», lo so che è desueta, ma a chiamarli delinquenti proprio non ci riesco; in fondo, nell'essere delinquente c'è qualcosa di perversamente romantico, invece nel far parte di una torma di centinaia di individui che insultano otto civic, c'è solo stupidità e vigliaccheria.
Ma che peccato! Eravamo tutti così fieri delle notti torinesi, di come Torino fosse diventata una città notturna, di come fosse bello riappropriarsi delle piazze, delle strade, dei Murazzi, del fiume. E invece, grazie a scene come quella di sabato, siamo ritornati indietro di vent'anni, a quando la brava gente si chiudeva in casa alle nove di sera e lasciava la notte ai malviventi.
Grazie, grazie infinite ai fighetti e ai tamarri che affollavano i bar di piazza Vittorio, grazie per averci di nuovo rubato la notte.
E non dite che si è trattato di qualche isolato facinoroso, eravate in troppi ad attaccare i vigili. E perché lo attaccavate? Perché avevano osato elevare una contravvenzione a uno di voi: sì perché siete tutti per il pugno di ferro con chi infrange le regole, ma le regole le fate voi. Siete voi che stabilite ciò che è ammissibile e ciò che non lo è: e le vostre auto in divieto di sosta, parcheggiate sugli scivoli per le sedie a rotelle o in doppia fila a bloccare un'eventuale ambulanza, quelle sono sempre ammissibili.
No, non erano casi isolati, siete in tanti a pensarla così, di giorno e di notte, ed eravate in troppi a gridare ai vigili «Servi di Chiamparino», come se il rispetto della legge fosse un favore che si fa al primo cittadino; eravate in troppi a invocare «Libertà» senza neanche sapere cosa sia. Libertà di fare quello che mi pare. Libertà di non rispettare gli altri. Libertà di appropriarmi di ciò che è di tutti. Libertà di spaccarti la faccia se mi fai notare che questa non è libertà. Eravate in troppi l'altra notte a invocare la libertà del più forte, eravate un popolo.
Ecco cosa si rischia quando si usano a sproposito parole importanti come «Libertà».
Mi disgusta il fatto che nella mia città ci siano cento, duecento, addirittura trecento persone che tra loro non si conoscono, ma che in un attimo sono pronte a coalizzarsi in nome della solidarietà tra chi viola la legge: sono certo che se ci fosse stato da aiutare qualcuno in difficoltà, la maggior parte di quei galantuomini avrebbe preferito guardare con indifferenza la propria caipirinha.
E adesso è il mio turno di invocare il pugno di ferro: se mai verranno presi, io chiedo che i maggiori responsabili di questa vicenda vengano condannati a passare il sabato sera, per un anno, in qualche casa di riposo, a prestare assistenza ai degenti non autosufficienti.
Agli esercenti di piazza Vittorio chiedo invece un gesto di coraggio: se volete restituirci tutte le notti, chiudete le saracinesche una notte sola, il prossimo sabato, per esprimere solidarietà agli aggrediti e soprattutto per dire no a chi della notte torinese non ha capito nulla.

Alessandro Perissinotto, La Stampa.

April 21

Da Enta ad Anta


Il giro di boa lo chiamano…. E infine ci sono arrivata.
Mi sembra impossibile essere più o meno a metà (fortuna, salute ecc permettendo eh!) ho così tante cose ancora da fare, da dire, da vedere…!!! Mi basterà il tempo che rimane?
Saprò viverlo nel modo migliore, saprò farne tesoro, saprò meritarmelo?
Alla fine lo so, dipende solo da me.

In occasioni come questa, riflessioni sul tempo, su ciò che si è fatto o raggiunto e su ciò che si è perso per strada si sprecano. E’ facile guardarsi indietro, o guardare avanti… è più difficile stare esattamente dove si è, ed essere in quel momento il meglio che si possa essere, e farlo tutti i giorni.
Una persona a me molto cara, che abita da tanto tempo nel mio cuore, mi ha detto scherzando e ridendo che devo essere fiera di questo passaggio, e portarlo con orgoglio. In realtà l’ilarità era riferita al suo modo di scherzare sul fatto che non li dimostro fisicamente, e a suo dire potrei vantarmene.
Io sono contenta più per il fatto che mi veda così, che per come mi possano vedere gli altri.
Ringrazio questa persona perché mi ha fatto e ancora mi fa sorridere, per come me lo ha detto e perché mi ha fatto vedere, ancora una volta, il bicchiere mezzo pieno di intenso liquido dolce e fruttato, e nella metà vuota percepire lo spazio da riempire di gusto e colore.
Grazie Ni

Io riparto da qui, Buon Compleanno Sabina, benvenuta nel mondo dei 40. Torta di compleanno
Sarà bellissimo!!!

January 02

A.A.A.: un sogno


Può succedere di innamorarsi di un sogno, in un sogno?
A me è successo la notte di capodanno, anzi, per essere più precisi la mattina di capodanno, mentre ancora recuperavo il sonno perso durante la notte.
A dire il vero so anche l’ora in cui è successo, perché poco prima avevo per un attimo aperto gli occhi e guardato l’ora, per poi riaddormentarmi, ed erano le 7 e 40.
E’ buffo a pensarci ora, una canzone di Battisti lo ripeteva “c’è un treno che parte alle 7.40”, ed io ci sono salita. Però nel mio sogno non c’era alcun treno, c’era probabilmente la mia voglia, la mia ricerca di amore, invece sono stata trovata da lui.
I particolari si sono persi, non ricordo più molto, se non appunto che ne avevo bisogno, che desideravo sentirmi innamorata e che è successo, in un sogno, bello come se fosse realtà.
Ricordo come mi sentivo: forte, felice. La sensazione in un sogno è ciò che mi rimane di più anche al risveglio, magari perdo i dettagli, ma le sensazioni mi rimangono appiccicate addosso a lungo, sia quando sono piacevoli che quando sono spiacevoli.
Poca cosa direte voi… ma io so che c’era più di quanto riesco a ricordarmi…peccato che i sogni svaniscano al mattino, e anche quelli fatti al mattino non hanno scampo. Che scampo hanno gli amori?
Nel mio sogno l’amore era personificato da un uomo non particolarmente bello, sicuramente non ricco, ma che mi faceva sentire felice e grata e corrisposta, amata a mia volta. Fedele al motto da me coniato “l’amore senza corrispondenza porta solo inutile sofferenza” lui era altrettanto innamorato e, cosa di non poco conto, me lo faceva capire, me lo diceva e me lo dimostrava… pur sapendo entrambi che non sarebbe durato, lo sapevamo ma non ce ne preoccupavamo, né io né Bernardo Bertolucci.
Oddio no… non il regista, non c’entrava proprio nulla! Non sò neanche come sia fatto, vai a capire come mai nel mio sogno ho dato questo nome all’uomo di cui mi sono innamorata; nei giorni precedenti non avevo letto né visto nulla che lo riguardasse, nel mio sogno lui non faceva il regista e non conosco nella realtà neanche una persona che si chiami Bernardo, a cui eventualmente nella fantasia del sogno avrei potuto associare un cognome famoso.. mah!?
Ma che importanza ha un nome? Shakespeare aveva ragione… nessuna. Anche se devo ammetterlo, ci sono nomi più belli eh!
E quindi io e Bernardo ci siamo incontrati e innamorati, pur se consapevoli che sarebbe presto finita (lui doveva andare chissà dove) abbiamo combattuto e volato insieme (con una specie di deltaplano) per un po’. Niente lacrime, niente sofferenza, solo pura e semplice gioia di essere insieme e di esserci trovati, gioia di potersi dire ogni parola che lo esprimesse almeno in parte.
I sogni, dicevo, perdono consistenza con il risveglio e si sfilacciano velocemente, ancor più rapidamente quando cerchi di trattenerli con il ricordo, ma la sensazione è rimasta.
Chissà se era una sorta di compensazione per un capodanno all’insegna della noia e della mediocrità, in fondo mi ha lasciato l’emozione di essermi innamorata di nuovo, ed essendo successo in un sogno non può far male a nessuno, no? Io ero felice.
Nella realtà un amore porta con sé anche dolore e lacrime, è inevitabile, fa parte dell’amore e della vita stessa, è giusto così… ha una ragione, un suo perché, a volte sentire il male aiuta a capire l’importanza del bene. Ma in un sogno può non accadere e nel mio non ho provato né tristezza né altre sensazioni spiacevoli, neanche quando sono rimasta sola… perché questo lo ricordo bene, Bernardo è andato via prima della fine del mio sogno ma io sono rimasta a combattere e a gioire del mio stato d'innamoramento con una forza senza eguali.
Poi il risveglio, 8.20… quaranta minuti di amore potrebbero significare qualcosa? Il giorno di capodanno potrebbe significare qualcosa?
Sapete cosa penso ora? non so se capita anche a voi, ma a me succede spesso di sognare “a puntate”, come un telefilm, alcuni sogni mi accade di riprenderli lì, da dove erano finiti, e di continuarli in notti diverse, dopo tempo.
Ecco, voglio credere che questo sia uno di quelli, e che mi possa sentire ancora innamorata, forte e felice nello stesso tempo, in un’altra dimensione se in questa non accade più, e che ritroverò Bernardo (o in qualsiasi modo si chiamerà in quel frangente) prima o dopo.
Addio Amore, Arrivederci.

October 26

Lui 12 anni, lei 13: fuga d’amore a Venezia


Un viaggio! Cosa c’è di più bello di un viaggio per suggellare una storia d’amore? A Venezia, in un albergo che spalanca le sue finestre sulla laguna. È la scelta giusta: non ci si può sbagliare quando si ripetono le mille e mille decisioni che hanno portato gli innamorati a vivere la loro passione in quella città che sembra uscita da un sogno.
Paolo e Francesca non avevano lasciato nulla al caso, non potevano ammettere che qualche imprevisto, sorto dalla loro sbadataggine, rovinasse anche solo pochi minuti della breve vacanza. L’emozione faceva galoppare il cuore e prendeva alla gola, ma li aiutava la precisione dei dettagli con cui avevano incominciato il viaggio dal loro paese, nella provincia di Grosseto.
La voce tremava un po’ a Paolo quando, alla reception, chiede la camera con vista, e forse pensava di aver parlato con un tono troppo basso perché l’incaricato alla reception sembrava non dargli ascolto, o forse fingeva di non averlo visto. Davvero Paolo non era stato visto, e neppure Francesca. Le loro teste non riuscivano nemmeno a spuntare al di sopra del massiccio bancone di legno di noce dove erano state allineate le chiavi delle camere ancora disponibili.
Paolo si fa coraggio, alza la voce: certo è piccolo, ha dodici anni. «Vogliamo una camera matrimoniale con vista sulla laguna», dice tutto d’un fiato, un po’ intimidito e un po’ spavaldo. Non doveva sfigurare di fronte alla sua ragazza: non che lei fosse di navigata esperienza, però era più vecchia di lui, ha tredici anni.
Il portiere si sporge dal bancone, si accorge che lì sotto ci sono i due clienti, e con la rispettosa formalità richiesta da simili circostanze, chiede: «Paga in contanti o con la carta di credito?». «In contanti, in contanti», gli risponde Paolo, trattenendo quella gioia che nasce spontanea quando si raggiunge un risultato sperato ma non scontato. Con un gesto da navigato uomo di mondo mette sul tavolo un rotolo di banconote, pensando di anticipare la richiesta del portiere, e si alza in punta di piedi per osservare bene che fine avrebbero fatto i suoi soldi.
«Vedo cosa le posso dare, signore», dice il portiere, e intanto si allontana. Senza essere visto, telefona ai carabinieri che in quattro e quattr’otto arrivano in albergo.
Paolo e Francesca erano scappati di casa perché l’ostilità delle loro famiglie impediva di vivere la loro storia d’amore almeno per un giorno. Una storia certamente bella, sincera, e loro davvero simpatici. Infatti i carabinieri li fanno salire sul loro motoscafo blu, e via di corsa per la laguna aperta, rallentando, procedendo a passo d’uomo non appena la barca s’infila per gli stretti canali, e poi di nuovo veloci quando all’improvviso, dopo la piega di un rio, si spalanca la laguna. Paolo e Francesca erano incantati dalla bellezza dei palazzi che affioravano dall’acqua, dalle piccole case che sembravano galleggiare, dal tramonto del sole che si nascondeva dentro la chiesa del Longhena, alla Salute. Era un sogno, però è un sogno che comunque stavano facendo nel motoscafo dei carabinieri. E adesso, cosa sarebbe capitato? Una cena a lume di candela: è proprio quello che il capitano dei carabinieri offre ai due piccoli innamorati per chiudere romanticamente la loro giornata... prima di essere rispediti a casa.
I ragazzi interessano ai giornali se ammazzano la mamma, se si drogano, se si sfracellano sulle strade. Ma la maggioranza dei giovani non sono questi disastri esistenziali di cui parlano le cronache. Sono ancora romantici, sanno sognare. Pochi (per fortuna) hanno la spensierata sfacciataggine di Paolo e Francesca, ma questa storia (per fortuna) riesce a spiegarci quanto i ragazzi abbiano desiderio di amore e voglia di vivere il loro innamoramento, senza pregiudizi, con coraggio.
Dodici anni l’uno, tredici anni l’altra, due famiglie che non li comprendono, la convinzione che l’amore non debba trovare ostacoli, il coraggio della tenerezza. Una società che riesce a far sognare ancora i propri figli è capace di andare avanti, nonostante tutto.

(di Stefano Zecchi - venerdì 26 ottobre 2007, tratto da: il giornale.it)

October 14

Autunno


Ripensavo in questi giorni all’autunno, e a come ho sempre sentito di appartenere a questa stagione così malinconica e contemporaneamente colorata; così come alla primavera, altra stagione che rappresenta linea di confine e non ha demarcazioni certe, anch’essa magnifica tavolozza di colori.
Ma tornando all’autunno… in questi giorni di ondeggianti disegni tracciati a tinte forti dalle foglie che si raccolgono al suolo, mi piacerebbe saper perdere alcuni pezzi della mia vita.
Strano per me che per natura tendo a conservare ogni ricordo, voler riuscire a dimenticare interamente, cancellare, lasciar cadere al suolo alcune cose che mi hanno segnato nel bene e nel male e che invece, credo faranno parte di me per sempre.
Mi conosco.. so che non ci riuscirò. Più desidero dimenticare e più mi sembra di trattenere le mie foglie, anche se esse chiedono con insistenza, con ostentata insolenza di essere scrollate al suolo… 
E quindi ripenso all’autunno a rovescio dei pioppi di pianura, che parte dal basso alle prime bave di nebbia che si alzano dai canali, e all’autunno che sale e scende dagli alberi come un ascensore colorato, e a quanto mi piacerebbe essere una di loro.
Perdere quei pezzi sarebbe un gran sollievo… forse per questo amo tanto l’autunno e le sue foglie cadenti… Invidia.
Posso immaginarmi in un bosco, a lasciar cadere le mie foglie come petali inutili, a lasciarle andare come desiderano, con volute a spirale e planate dipinte, a spogliarmi… e poi lasciarmi ricoprire interamente dalla neve … e a sorriderne.

September 25

Grazie


Rivolgiti a me con gentilezza, ne riceverai in dono altrettanta.
Trattami con rispetto e con educazione: accetto le critiche ma non il disprezzo, amo il gioco ma non la derisione, apprezzo i pareri diversi ma non le offese.
Sono il tuo specchio: se avrai cura di me risplenderò per te, rifletterò e restituirò la tua dolcezza e ogni tua carezza; ma se mi maltratterai la tua immagine sarà in me opaca e spenta, se sarai sgarbato troverai in me la tua stessa mancanza, se mi spezzerai anche tu sarai spezzato.
Detesto esserne costretta quindi, per quanto mi sarà possibile, se mi sentirò macchiata o rovinata a causa del tuo comportamento, cercherò di evitarti.
Non sono il tuo sfogo, non sono il tuo pungball, non sono il tuo zerbino e non sono il tuo animale da compagnia.
Non collocarmi mai su un piedistallo: è un posto troppo precario e da lassù posso solo cadere.
Come chiunque sono fragile, ho difetti e commetto errori, sciocchezze, mancanze a cui cerco e voglio porre rimedio: la comprensione e il perdono reciproco sono d’obbligo.
Le tue frustrazioni, le tue insicurezze, e i tuoi problemi sono cose di cui posso avere cura e riguardo, posso ascoltarti e se desideri posso aiutarti, ma non dovranno riversarsi malamente su di me, né costituire motivo di aggressività, villania o volgarità nei miei confronti.
Per ogni tuo pensiero sarò grata, per ogni tuo dono felice, per ogni gesto d’affetto riconoscente; ricambierò volentieri e con gioia ogni volta che sarà possibile.
Se ti faccio un dono, o ti dedico un pensiero, oppure ho per te un gesto d’affetto, non ti chiedo di corrispondermi ogni volta e in egual misura, ma mi aspetto che mi ringrazi sempre, e con cortesia.
Riconoscimi dignità: se non ti piaccio come sono, evitami; se non hai stima di me, evitami; se non nutri affetto sincero per me, evitami.
Desidero ogni tuo bene ma anche ogni mio, e se coincidono ancora meglio: potremo condividerlo.

June 14

Concorso

E adesso taci.
Non muoverti.
Stai zitto e posa gli occhi…
Guardami e Amami.
Sono quella.
Questa.
E le altre.
Inebriati di Me.
Ama i miei vizi perchè mi rendono perfetta.
Ama i miei sbagli perchè sono quelli che mi hanno condotta a te.
E' inutile fingere, sono incoerente
se incoerente si può dire...
Io preferisco chiamarla Libertà.
Sono il tuo Sogno incontrollato.
Sono Unica.
Sono perfetta nella miriade delle mie imperfezioni.
Sono di tutti e di nessuno.
Nemmeno l'amore ci da il diritto di prendere tutto dell'altro.
Mi chiamano Camaleonte, Puttana, Bambina,
mi modello come creta.
Sono ciò che amate e ciò che disprezzate.
Sono Tutto e Nulla.
Sono fatta a mia immagine e somiglianza.
E’ vero sono tutto ciò che voi dite,
modificato a mio dolce piacimento.

(un premio a chi indovina l’autrice e… perché…)
May 03

Consapevolezza


La consapevolezza è una strada a senso unico e senza ritorno.....
Dobbiamo sapere ciò che siamo e comprendere che siamo i diretti responsabili delle cose che ci accadono.
Non vengono da altre persone, non avvengono a causa di come sono o di cosa fanno gli altri, ma nostra responsabilità.
Tutto ciò che siamo è il prodotto dei nostri pensieri, tradotti o non tradotti in azioni.
Qui nella nostra mente sono il paradiso e l’inferno.

March 29

Mercante di stelle

Se vuoi credere in me
devo dirti che io
sono solo un mercante di stelle...
Con le oneste bugie
e la finta realtà
di un ragazzo che mai sarà grande...
Sono fatto così
è più forte di me
perché sono un mercante di stelle...
Certe astuzie oramai
non aiutano più
e mi perdo così
nel disagio che vivi anche tu...
Per questo sono qui
in questo luna park con tutti i sogni tuoi...
che non ricordi più
però ci sei anche tu
e adesso che lo sai
rimani finché vuoi
perché io non sarò...
perché non sarò mai...
Mercante di realtà.
......................
Questa ingenua allegria
ci fa bene però
non è l'unica cosa importante...
Certe volte è così
e non è colpa tua
se la vita confonde le parti...
Resta quello che sei
non arrenderti mai
che nessuno è mercante di stelle...
Siamo uguali lo sai
ma lo faccio perché
per poi credere anch'io
che ogni male guarisca da se...
Tu non restare lì
in quella galleria che non ti vedo più...
Imbroglialo anche tu
quel buio che non ha
la nostra fantasia
la nostra libertà
non rimanere lì...
nel vuoto che non hai...
perché non sei così.
E dirti una bugia non mi spaventa sai
ma mi spaventi tu se ti rassegnerai...
O la vigliaccheria
di chi non ce la fa
di chi si ferma lì
lasciandosi a metà
lasciandosi così...
lasciandomi così...
Mercante di realtà...

(Renato Zero)

March 13

Brandelli di sogni

Brandelli di sogni
e di corpi sfilacciati...
Risposte nella morsa rabbiosa
fredda complice di lontananza passiva...
Morte ormai certa che si dibatte
nello spazio greve del silenzio...
Disincanti che spingono
i fugaci sorrisi arrivati da chissà dove...
Speranze in bilico malfermo
e lotte intestine che segnano il passo...
Domande pallide si spezzano schioccando
membra di sale amaro e fiele...
Una dose di veleno la tua esistenza
ha elargito frutti deformi alla vita...
Sento raccapriccio di parole stridule
nelle note stonate, nei suoni incompresi...
Urla, singhiozzi e lacrime di sangue
falsa allegria ostentata e ridicola...
Spalle che si danno le spalle, dieci passi
volti nemici estranei ormai di fronte...
Processo d’intenti continuo
fioccano condanne al delitto di esistere...
La colpa più grave nell’essere diversi
consta nel saperlo solo disprezzare...
Vili ed aspri squallori colpiscono
come discorsi pungenti su lame taglienti...
Presunzione e vanità inutile e sciocca
mostra il volto limitato della propria tracotanza...
Graffi e lacerazioni continue
volte e rivolte a protezione dei buchi...
Grumi aggressivi, acidità reattive
ringhiano in difesa del nulla...
Tormenti dolorosi aprono ferite nella notte
nel giorno si specchiano in finestre ormai rotte...
Tremori che sigillano porte serrate
fra geli acuti di disinteresse e cinismo sarcastico...

Fiamme spente in cenere e polvere.....

Coraggio… fra poco è tutto finito......


 

March 03

Ricordo


Il mio caro nonnino è morto oggi, un anno fa....
lo ricordo e il suo ricordo passa attraverso i miei occhi e la luna di stasera, il mio cuore e il suo amore.
Lui mi parlava sempre della guerra e dei campi di concentramento in cui è stato, ma rideva sempre, fino alle lacrime... tanto rideva che non riusciva a trattenerle.
Lui faceva sempre i conti a mano, non si fidava della precisione delle calcolatrici, diceva che era più facile sbagliare a schiacciare un tasto piuttosto che un'altro, era meglio far di conto "alla vecchia maniera".... e riempiva fogli di calendari, agende, carta scarabocchiata finemente dappertutto in casa, con quella calligrafia minuta e numerica. Io insistevo... ma nonno, fai più in fretta, eppoi è facile... ma lui niente, dopo aver usato la calcolatrice gli rimaneva sempre il dubbio, e rifaceva. Dolce nonno.....
E mi raccontava le sue barzellette che poi erano le mie, quelle del libro di Bramieri di quando ero piccola, le aveva imparate tutte a memoria.
Ciao Nonno come stai? All'in piedi - mi rispondeva. E rideva tanto da doversi sedere.
Mi manchi tanto nonno....

February 28

Ringraziamento


Queste frasi mi sono state donate da un amico lontano, che ha cercato di essermi "vicino" in un momento di bisogno, di crisi profonda e di solitudine, quando avevo dentro un vuoto immenso e non c'era nessuno che mi sostenesse.
Grazie, sono molto vere e le faccio mie, pubblicandole per chi volesse leggerle e farle proprie.

"La vita si rimpicciolisce e si ingrandisce, in relazione al proprio coraggio"

"Noi non vediamo le cose come sono, ma come noi siamo"

(Anais nin)

January 30

Ragione e Passione

La tua ragione e la tua passione sono i remi e le vele della tua anima marinaia.
Se uno o l'altro si rompono, puoi buttarti e andare alla deriva,
o restare fermo in un punto morto in mezzo al mare.
Perché la ragione, se governa da sola, e' una forza che ti limita;
e la passione, da sola, e' una fiamma che brucia fino a distruggersi.

(Kahlil Gibran)

January 11

Lo scacciapensieri


Da piccola, quando nei mesi estivi vivevo con i miei nonni in Sicilia e passavo il tempo a giocare lungo le scalinate acciottolate e le stradine curiose di chiacchiere dei vicini di casa, che mi guardavano seduti a grappoli sugli sgabelli accanto agli usci.... ricordo che qualcuno mi regalò uno scacciapensieri, blu metallizzato.
Il Marranzanu… è uno strumento musicale idiofono costituito da una struttura di metallo ripiegata su sé stessa a forma di ferro di cavallo, a creare uno spazio libero in mezzo al quale si trova una sottile lamella di metallo, che da un lato è fissata alla struttura dello strumento e dall'altro lato è libera e viene fatta vibrare con un dito mentre si cambia la dimensione della cavità orale per regolare l'altezza dei suoni, oppure si posiziona la lingua in modi diversi.
Il mio primo strumento credo…. mi piaceva suonarlo, farlo vibrare appoggiandolo di fronte alla bocca e pizzicando la linguetta, producendo quel suono così bizzarro… toonghi tonghi toonghi…..
Non so se effettivamente scacciasse i pensieri, non ne avevo molti in quel periodo, e di quelli credo quasi nessuno che volessi scacciare, ma ricordo di essermelo chiesto più volte… e se funzionasse poi davvero?
Uno strumento che vibra, sollecitato nel modo giusto, con l’ausilio della bocca, della lingua e scaccia i pensieri.
Credo di non averlo mai suonato con quell’intenzione, ma oggi, a distanza di 30 anni circa… mi sento come
u marranzanu….

December 11

Certe frasi


Certe frasi sono in grado di scavare solchi.
Passano e ripassano all’infinito, avanti, indietro, e spesso sto lì ad arrovellarmi incapace di smettere o almeno di far mutar loro percorso.
All’inizio non sembrano così invadenti… sì, le posso sopportare, non è poi gran cosa una frase.
Ma loro ugualmente scavano, e mentre fuori reagisce un sorriso, una battuta scherzosa… attraverso il solco cola silenziosa una lacrima… e lì si congela.
Una piccola stalattite… di ghiaccio e freddo… muore lì, senza neanche tremar più, vicino a tutte le altre.
Ho ancora le mie lacrime, che gioia….
E anche se fuori sorrido e ostento distacco divertito… dentro si accumulano minuscoli ghiaccioli ad ogni frase buttata lì apposta, con un pizzico di orgogliosa perfidia, per vedere l’effetto che fa……
Ma non lo puoi più vedere l’effetto che fa….
e il gioco per te finisce presto, deluso; mentre per me, che da sola alimento un cimitero di gelo, non inizia mai.
Qualcuno sa dove portano i solchi?

November 21

Shout

Non hai voglia di fuggire? Non hai mai voglia di fuggire e continuare a fuggire?
Certo…
Per me è così. Io non voglio vedere nient'altro che asfalto per miglia e miglia…
Dove vorresti andare?
C'è un posto..... con un bar e un palcoscenico in un angolo........ e il venerdì sera tutti vanno lì dopo il lavoro, bevono e fanno tanto di quel rumore che riesci a stento a sentire la musica
....
Ma.... io continuerei solo a suonare,... continuerei a suonare finchè non ci fosse più niente da suonare e suonerei fino a chè mi portassero via.
E dov'è?
…..Non lo so…..
Lo troverai.... Ed io sarò lì ad ascoltarti.

November 14

A te, si... a te.


E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti e ascoltare il cd della tua vita... traccia dopo traccia...
Nessuna è andata persa: tutte sono state vissute e tutte, in un modo o nell'altro, servono ad andare avanti.
Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei e non c'è niente di meglio al mondo.
Pause, rewind, play e ancora e ancora e ancora.... non spegnere mai il tuo campionatore; continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro.
E se scenderà una lacrima quando le ascolti... beh... non avere paura... è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita...

November 09

E non ho più


E non ho più quadrifogli di speranze….
Piccole stranezze confortanti, diversità benvenute, benvolute, rinvenute….
Tra tutte le banalità, uguali tra tutte e a sé stesse…
appaiono d’improvviso e condensano desideri in originale.
Né copie, né trucchi e balocchi, solo natura diversa…
Puri sintomi di forte, immenso sogno e volontà
Li ho raccolti tutti… li ho spesi per te uno ad uno…
E ora non sò capire se possono ricrescere dalle radici lasciate nella terra
oppure se occorre un miracolo… affinchè i trifogli possano mutare.
Ancora uno…. Ancora uno….
Piccola fiammiferaia… la luce tremula è il tuo unico calore
Ma il tuo sorriso riscalda il cuore degli inverni.
Cerca ancora nella tua scatolina di fiammiferi,
il buio s'illuminerà e nei prati verdi sorgerà ancora vita.

October 11

Non lasciare

Non lasciare che il tuo fuoco si spenga
che si perdano quelle preziose scintille nelle paludi senza speranza dell’Indecisione
del Dubbio
e dell’Incertezza.
Non permettere che l’Eroe che è nella tua anima perisca solitario e frustrato
privo della vita che Tu meriti
ma che non sei mai riuscito a conquistare.
Il mondo che desideri può essere tuo
Esiste
E' reale
E' possibile
Ed è Tuo

(Ayn Rand, Atlas Shrugged)

October 04

21 grammi

Quante vite viviamo? Quante volte si muore?
Hanno provato che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 gr di peso. Nessuno escluso.
......Ma quanto c'è in 21 grammi?
Quanto va perduto? Quanto se ne va con loro? Quanto si guadagna?
21 grammi..... il peso di cinque nichelini uno sull'altro, il peso di un colibrì, di una barretta di cioccolata.

Quanto valgono 21 grammi???

(Dall'omonimo film)

 

Sabina .

Interests
La mia fantasia raggiunge la mente quando il cuore raggiunge i sensi, e quando arriva alla mente, esplode e libera il cuore, cherotola in ogni parte fisica ed emozionale, e tutto percepisce…

e ricambia il piacere provato nei sensi, perché è dettato dal cuore.
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